Soscartucce.it mette in vendita
numerosi tipi di penne
stilografiche.
Una penna stilografica è una penna utilizzata per la scrittura composta
da una cannetta piena d'inchiostro e da un pennino. L'inchiostro liquido confluisce
al pennino attraverso un sistema di distribuzione che combina gravità
e capillarità. L'inchiostro può essere fornito da cartucce
o da un meccanismo a contagocce oppure da una varietà di meccanismi per
rifornire l'inchiostro attraverso il pennino. Alcune penne hanno ad esempio
una pompetta di gomma collegata al serbatoio dell'inchiostro per risucchiare
l'inchiostro da una boccetta
di inchiostro. La maggior parte delle penne stilografiche di nuova
produzione usano delle cartucce usa e getta oppure un serbatoio rimuovibile
con un meccanismo a vite o a pistone per la fornitura dell'inchiostro.
Le prime notizie storiche di
una penna a serbatoio risalgono al decimo secolo. Nel 953 il sultano dell'Egitto
richiese una penna che non macchiasse le mani e i vestiti e fu provvisto di
una penna con un serbatoio di inchiostro collegato al pennino per gravità
e capillarità. È tuttavia probabile che altri tentativi di utilizzare
una penna a serbatoio vadano molto più indietro nel tempo.
Esistono dei disegni di Leonardo da Vinci che descrivono una penna a serbatoio
di inchiostro. Un'analisi dei codici leonardeschi mostra una regolarità
e continuità di scrittura che è impossibile ottenere dovendo intingere
continuamente la penna nell'inchiostro. Tutto ciò rende logica la conclusione
che Leonardo abbia prodotto questa penna e se ne sia servito per i suoi lavori.
Il governo francese brevettò la penna stilografica nel maggio 1827 a
seguito dell'invenzione da parte di uno studente. A partire dal 1850 ci fu un
costante aumento sia dei brevetti di penne stilografiche sia della produzione
di penne stesse. Solo in seguito a tre innovazioni chiave la penna stilografica
divenne uno strumento largamente diffuso per la scrittura. Queste invenzioni
furono il pennino dorato con la punta in iridio, l'ebanite e l'inchiostro a
flusso libero.
Nel 1870 Duncan MacKinnon, un canadese, creò una penna
stilografica con un pennino tubolare cavo ed un filo che funzionava
come valvola. In questo periodo le penne stilografiche venivano usate prevalentemente
per la realizzazione di bozzetti e disegni tecnici .
Le invenzioni di "penne
senza fine" si susseguirono per tutto il XIX secolo, ma nessuna era in
grado di fornire una sufficiente qualità di scrittura. I problemi fisici
legati alla conduzione dell'inchiostro dal serbatoio al pennino sono infatti
molteplici: si vengono a sommare problemi di capillarità, di viscosità
dell'inchiostro, di gravità e di sbalzo di temperatura.
Nonostante l'esistenza di vari precursori, è molto comune sentir dire
che la data di nascita della penna
stilografica moderna sia da porsi all'incirca nel 1883, quando Lewis
Edson Waterman, con l'invenzione dell'alimentatore multicanale, iniziò
lo sviluppo del primo modello veramente funzionante ed affidabile di penna stilografica.
In realtà si tratta di una verità molto parziale, in quanto all'epoca
esistevano già modelli funzionanti di penne stilografiche, anche se certamente
l'impulso dell'invenzione di Waterman fu molto importante.
In questo periodo le penne
stilografiche erano ricaricate svitando una sezione del fusto o del
supporto ed inserendo l'inchiostro con un contagocce. Tuttavia questo sistema
era lento e non efficiente. Inoltre, le penne tendevano a perdere inchiostro
all'interno del cappuccio o attraverso le due sezioni della canna usate per
la ricarica. Adesso che i problemi dei materiali di costruzione erano stati
risolti ed il flusso dell'inchiostro era stato regolato, il problema successivo
da risolvere era l'invenzione di un sistema di ricarica semplice ed efficiente
che risolvesse anche le perdite di inchiostro.
Nel 1901 viene commercializzata la prima penna con caricamento automatico, creata
da Roy Conklin. Denominato "crescent filler". Il sacchetto di gomma
viene compresso da una barretta metallica su cui agisce direttamente premendo
una mezzaluna di metallo che esce dal corpo della penna, a sua volta bloccata
da un anello in ebanite che impedisce la compressione involontaria. Il meccanismo
è molto semplice dal punto di vista meccanico, ma la mezzaluna che esce
dalla penna secondo alcuni ne disturba l'estetica, anche se secondo altri è
utile perché impedisce alla penna di cadere rotolando dal tavolo.
Il meccanismo crescent filler resta sul mercato fino agli anni Venti. Nel 1912
Walter A. Sheaffer lanciò sul mercato la prima stilografica dotata di
sistema a levetta laterale, in cui la compressione del gommino avviene agendo
su una levetta, appunto, che disturba molto meno l'estetica ed è più
semplice da usare del crescent filler. Il sistema avrà un successo immenso,
e molte aziende si affretteranno a copiarlo sfruttando la presenza di brevetti
simili precedenti a quello di Sheaffer.
La penna stilografica ha conosciuto
un periodo di grande sviluppo, sia riguardo ai materiali in cui veniva realizzata,
sia per i sistemi di caricamento, che per lo stile ed il design. In particolare
si fa riferimento al periodo fra gli anni '20 e '50 come al periodo d'oro della
stilografica. A partire dagli anni '60, con l'introduzione della penna
a sfera e della cultura dell'usa e getta, la diffusione della stilografica
è andata diminuendo costantemente, salvo conoscere una ripresa in questi
ultimi anni, in parte come fenomeno di costume, ma anche per la sua caratteristica
capacità di essere un oggetto strettamente personale, in grado di dare
unicità e distinzione alla propria scrittura.
Per come è costruita,
una penna
stilografica non deve essere utilizzata mantenendone la punta verticale,
ma appoggiata sul foglio in modo che la parte inferiore della punta del pennino
strisci su di esso. Il grande vantaggio di una stilografica rispetto ad una
penna a sfera o ad una penna
roller (che devono essere usate verticalmente) è che questa
consente di scrivere utilizzando angoli di scrittura molto diversi fra loro,
ed una posizione della mano molto più naturale (basta lasciare che la
penna si appoggi nell'incavo fra pollice ed indice). Inoltre le dita (la si
tiene fra pollice ed indice, usando il medio come ulteriore punto di appoggio)
devono essere usate soltanto per i piccoli spostamenti del tratto, e non per
sorreggerla.
Una penna
stilografica correttamente funzionante non richiede nessuna pressione
per scrivere, il semplice peso della penna deve essere sufficiente a far iniziare
la scrittura. L'uso della pressione serve invece a divaricare in maniera più
o meno accentuata (a seconda della flessibilità dello stesso) le punte
del pennino, consentendo di variare la dimensione del tratto, e rendendo così
la scrittura molto più personale.
Tutte queste caratteristiche rendono la scrittura con una penna stilografica
molto più comoda e confortevole rispetto a qualunque altro tipo di penna,
consentendo sessioni di scrittura molto più lunghe e meno faticose. Per
questi motivi ancora oggi, nonostante siano stati introdotti tante tecnologie
alternative, la stilografica viene considerata da chi scrive con continuità
(scrittori, amatori, appassionati) come il miglior strumento per scrivere e
tracciare segni su un foglio di carta.